domenica 18 ottobre 2015

Fante benemerito




Novara. Sarà stato il 1985 oppure l’anno dopo.
Io me lo ricordo come il Raduno Nazionale degli Alpini, ma non risulta nella cronologia ufficiale.

Ero Ufficiale di picchetto presso una caserma che ospitava gli ex militari. Il giorno dopo avrebbero sfilato per la città. Persone intorno i sessanta anni. Io ventiduenne.
Durante la sera faccio un giro per le camere. Sono li che si raccontano: “Mario quest’anno non c’è”. Mi offrono un bicchiere di vino, ma io sono di quelli che non beve e poi sono armato, devo restare sveglio tutta la notte, la caserma è affidata a me per 24 ore. Erano gli anni del terrorismo. Assaltavano le caserme.

La mattina dopo, appena finita la cerimonia dell’alzabandiera, mi si avvicina un uomo sui settanta anni. Sarà stato alto uno e sessanta. Ben vestito in abiti civili, giacca grigia e cravatta appena con un po’ di colore. Prende un libro e me lo consegna: “Lei deve spedirlo al Tenente Paolo Bianchi”. Io qui scrivo Paolo Bianchi perché non mi ricordo il vero nome, ma lui mi ha dato un nome preciso.

Io gli rispondo: “Mi perdoni, ma come faccio a rintracciare il Tenente?! Ha un indirizzo? Una qualche forma di recapito? Si ricorda in che Reparto prestava servizio? In quale città?”.

Lui: “Giovanotto, eravamo in guerra insieme … lei sa sicuramente come rintracciarlo!”.

Mi ha guardato negli occhi. Con uno sguardo di chi aveva un passato troppo profondo per essere raccontato a parole.

Io: “Ha ragione. Provvedo oggi stesso. Stia tranquillo, ci penso io”.

Nell’impossibilità totale di effettuare una ricerca non me la sono sentita di dirgli che era un gesto insensato.

All’interno del libro c’era una dedica: “Al Tenente Paolo Bianchi con amicizia – Antonio – Fante benemerito”.


Quelli che ben pensano



Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai. Se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo … ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro. Nella logica del gioco, la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili, perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti. Sono replicanti, sono tutti identici. Guardali, stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.

Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...
Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...

E come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 deciBel e nani, manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono, parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S. Marco nel Vangelo. E sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano, tra l'asfalto e i pargoli. Medi come i ceti cui appartengono. Terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! 
Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom...

Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...
Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...

Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica. Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano, altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo sgombero. Mani lisce come l’olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS. Incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara, ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando si nascondono sulla faccia oscura della loro luna nera. 


Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...
Sono intorno a me ma non parlano con me / Sono come me ma si sentono meglio ...


Frankie Hi Nrg Mc

1997 – Sony BMG