domenica 30 dicembre 2018

La miglior difesa dal Mobbing



In Guerra, perché il mobbing è una guerra, la guerra di chi ha potere contro chi ne ha meno, la miglior strategia di difesa è quella progettata sulle reali motivazioni che sono alla base delle iniziative dell’aggressore. 

Più semplicemente significa che non esiste una strategia di difesa sempre valida ma, per forza di cose, è necessario prima esaminare i due schieramenti ed il campo di battaglia. Quindi, il primo passo, è sviluppare la capacità di analisi dei comportamenti umani e delle situazioni lavorative. 

Nei comportamenti umani, che la vittima deve sottoporre ad esame particolare, c’è anche il proprio perché, conoscere se stessi, è uno dei passi fondamentali per comprendere i punti di forza ed i punti di debolezza. 

Una volta chiare queste caratteristiche, ed una volta esaminato il campo di battaglia, la miglior difesa consiste nel combattere una guerra di guerriglia, mettendo in difficoltà i punti di forza dell’aggressore. La guerriglia è la strategia di chi combatte contro un nemico più forte. Non ci si deve esporre, ma sfruttare il fattore sorpresa per ottenere un obiettivo limitato. 

Il miglior stratega, è la vittima stessa. 

Buon lavoro.


domenica 19 agosto 2018

Mettere il nemico in una condizione d’impotenza






Il Ministero delle Infrastrutture dell’Isola Klyshydeghisoljiorkjii (puoi cercarla vicino all’Islanda, ma non la trovi), deve gestire una unica Autostrada lunga 240 km circa. 

Il Ministro ha ereditato una situazione disastrosa ma, al contempo, non ha le idee chiare su come intervenire per le necessarie modifiche, così convoca i cinque Ispettori che devono, quattro volte l’anno, controllare come opera la Società che gestisce il bene pubblico in ciascuno dei tronconi da 48 km in cui, amministrativamente, è stato suddiviso l’intero percorso. 

E così scopre che: 
  • Tale Servizio ispettivo, è composto da personale senza un rapporto professionale stabile e duraturo così, ogni Ispettore, ha comunque una spada di Damocle che pende sul suo futuro professionale, non tanto perché può essere licenziato improvvisamente, ma perché potrebbero semplicemente non rinnovargli il contratto. 
  • Ogni Ispettore deve utilizzare un proprio mezzo di trasporto per svolgere il mandato istituzionale, anticipando le spese che gli verranno restituite per un valore pari al 35% dei costi reali. 
  • In caso di necessità di pernottamento lontano da casa, potrà essere risarcito del 60% delle spese sostenute per dormire e del 50% di quelle sostenute per mangiare. 
  • Il risarcimento delle spese anticipate non avviene prima di sei mesi naturali e consecutivi. 
  • Durante il mandato istituzionale, il personale ispettivo deve compilare 28 moduli estremamente complessi e particolareggiati, descrivendo almeno il tratto autostradale sottoposto a vigilanza; la figura aziendale che lo accompagna nei sopralluoghi compresi i familiari fino alla terza generazione; le condizioni climatiche presenti (altezza neve, temperatura asfalto, temperatura asfalto sulle strisce di segnaletica orizzontale, temperatura aria, umidità relativa, velocità del vento a 2,085 m di altezza dalla pavimentazione stradale, velocità del vento a 4,925 m di altezza dalla pavimentazione stradale, velocità del vento a 10,745 m di altezza dalla pavimentazione stradale, diffusione del polline, numero e peso degli orsi bianchi eventualmente presenti in un raggio di 114,65 m oltre la recinzione perimetrale, …); il colore della sabbia nel tratto ove, il tracciato autostradale, passa a meno di 27,21 m dalla spiaggia; l’intensità dell’illuminamento naturale; l’intensità dell’illuminamento artificiale; la percentuale di Ossigeno in aria negli spazi aperti; la percentuale di Ossigeno in aria negli spazi chiusi; la percentuale di Anidride carbonica in aria negli spazi aperti; la percentuale di Anidride carbonica in aria negli spazi chiusi; il rumore ambientale a 15 m dalla mezzeria; il rumore ambientale a 25 m dalla mezzeria; il rumore ambientale a 55,18 m dalla mezzeria; … ed altri interessantissimi parametri fondamentali per la sicurezza delle infrastrutture come questi. 
  • A scelta del Ministero, i moduli da compilare potranno essere scritti in Islandese corretto, in Islandese integrato con Geroglifici egiziani in uso nella III Dinastia, oppure in Lineare B. 
  • In caso di contenzioso con la Società che gestisce il bene pubblico, perché l’Ispettore ha magari imposto il ripristino di 2 km di barriera di sicurezza (guard rail ) deteriorata, il procedimento avanti al Giudice è a carico del singolo funzionario pubblico, che deve anche pagare lui l’Avvocato, i bolli, le Perizie tecniche e le fotocopie dei documenti fino a sentenza definitiva. 
  • In caso il Giudice dia ragione alla Società che gestisce il bene pubblico, l’Ispettore non potrà ottenere un risarcimento spese, avendo evidentemente operato a danno della comunità sociale quantomeno per imperizia, ed il suo nome e la sua fotografia verranno affisse alle porte del bagno di ogni Stazione di Servizio comprese quelle dismesse ma non demolite. 
  • In caso il Giudice dia torto alla Società che gestisce il bene pubblico, l’Ispettore non potrà ottenere un risarcimento spese superiore al 75% di quelle realmente sostenute ed il suo nome e la sua fotografia verranno comunque affisse alle porte del bagno di ogni Stazione di Servizio. 
  • Prima di ogni missione fuori dagli uffici, il personale ispettivo deve firmare in triplice copia un modulo che scagioni da ogni responsabilità i Dirigenti del Servizio. 
  • Ad ogni Ispettore è stato impiantato sottopelle un microchip in grado di comunicare la sua posizione alla rete satellitare, ed è passibile di procedimento penale aggravato nel caso si discosti anche di un solo metro dal percorso pianificato o ritardi il transito di oltre 60 secondi dai tempi autorizzati. 
  • Nel caso di inversione ad U o di incidente evitabile, il personale ispettivo verrà immediatamente fucilato sul posto, senza diritto di contraddittorio. 
  • Nel caso la figura aziendale che lo accompagna nei sopralluoghi, non parli bene la sua lingua, l’Ispettore deve in ogni caso garantire la comunicazione in lingua Inglese, Francese, Latino, Greco antico, Cinese, Aramaico ed Ittita; è gradita ma non indispensabile la conoscenza del Giudaico anteriore. 
  • Se, durante la missione, il personale ispettivo dovesse avvistare una Balenottera azzurra spiaggiata, per le Leggi sul rispetto dell’ambiente e del regno animale, deve immediatamente riportare il cetaceo in mare afferrandolo per la pinna caudale con entrambe le mani. 
  • E’ assolutamente vietato afferrare la Balenottera azzurra per la pinna dorsale. 
  • Se, durante la missione, il personale ispettivo dovesse avvistare più di una Balenottera azzurra spiaggiate ad una distanza non superiore ai 12,65 m, deve adoperarsi partendo da quella che presenti la dentatura più sana. 
  • Al rientro il personale ispettivo deve obbligatoriamente trasferire tutte le informazioni raccolte, su un apposito software istituzionale, in modo da permettere una elaborazione statistica dell'attività svolta, elaborazione effettuata poi da un numero imprecisato di ricercatori universitari appositamente assunti a tempo indeterminato. 
Il Ministero delle Infrastrutture dell’Isola Klyshydeghisoljiorkjii decide, così, di sostituire i Dirigenti di detto Servizio ispettivo, di assumere immediatamente il personale precario e di far riscrivere le procedure operative perché, evidentemente, subdolamente finalizzate a mettere gli Ispettori in una condizione di sostanziale impotenza

Non ci vuole molto.


mercoledì 4 luglio 2018

Il trucco del “Non credo che …”




Esiste un giochino dialettico, praticamente mai analizzato, per mettere in difficoltà un avversario durante un colloquio o una discussione. Cercherò di descriverlo al meglio. 

Si tratta, guardando la situazione dalla parte della personalità narcisistica, di costringere l’altro ad esprimere una sua valutazione su un concetto astratto, solo in parte conosciuto o comunque che lasci margine all’interpretazione. 

Finché restiamo razionali, ci possono fare le domande che vogliono ma, non potranno non condividere le nostre risposte matematiche. Due più due fa sempre quattro, anche sul Pianeta più remoto della nostra Galassia. 

Ma se ci chiedono di esprimere un’opinione sul clima relazionale all’interno di un certo ambiente di lavoro, anche se lo conosciamo bene e siamo perfettamente in grado di descrivere con proprietà di linguaggio le dinamiche di potere che lo caratterizzano, ci esponiamo alla “Non credo che …”. 

E’ solo un espediente. 

Ci costringe su un terreno ove è necessario utilizzare una costruzione complessa per descrivere il nostro pensiero e, l’avversario, utilizzando spudoratamente l’espressione “Non credo che …”, ci metterà in difficoltà vincendo la disputa. 

Qualche esempio concreto: 

Non credo che … sia quella la vera causa che ha scatenato la reazione violenta”; 

Non credo che … sia una cosa difficile da realizzare”; 

Non credo che … sia potuto scendere così in basso”; 

Non credo che … esistano persone capaci di questo”; 

Non credo che … sia così terribile”; 

Non credo che … sia tutta sua la colpa”. 

Potete aggiungere qualunque altra affermazione di perplessità dopo i puntini, il risultato non cambia. Il nostro interlocutore ci sta costringendo sullo scontro dialettico a lui favorevole, ovvero parlare in termini necessariamente vaghi o poco precisi, così da rimettere sempre e comunque in discussione ogni nostra decisa affermazione. 

Attenzione, è solo un espediente dialettico. Non indietreggiate di un millimetro dalla vostra posizione.


sabato 9 giugno 2018

L’Obiettivo sbagliato




La personalità psicopatica perversa commette tipicamente un errore strategico: aggredisce nel modo che farebbe più male a lui. 

Può sembrare una cosa di poco conto ma, nella realtà, è un errore strategico enorme. 

Poiché per questi soggetti l’immagine pubblica è la cosa che deve essere salvaguardata ad ogni costo, quando vogliono far male puntano allo stesso obiettivo e senza mezze misure. Ma non considerano che, diversamente da loro, le persone di talento non valutano prioritaria la loro immagine pubblica; quindi le aggressioni fanno male ma non sono decisive. 

E questo è un vantaggio enorme per le vittime. 

L’aggressore non sa dove colpire, l’aggredito conosce il punto debole nella forza del nemico. Deve solo aggiustare la mira. 

Non serve fare una battaglia attaccando frontalmente in campo aperto. Non è necessario.


domenica 3 giugno 2018

Lavorare con un collega ipercritico




Ci sono lavori che, prevalentemente, vengono realizzati in coppia. Pensiamo, ad esempio, alle forze dell’ordine, a chi deve fare turni notturni, a chi realizza un’attività di manutenzione particolarmente gravosa.

Ci sono anche lavori ove, per forza di cose, pur essendo lavori individuali ricadono in quest’ambito perché si tratta di due persone che lavorano nello stesso ufficio, nello stesso magazzino, a breve distanza nella stessa catena di montaggio. Magari abbiamo anche ruoli differenti ma condividiamo lo stesso spazio, lo stesso microclima, la stessa stampante, la stessa attrezzatura di lavoro. 

Non c’è una regola sempre valida. E’ una libertà del datore di lavoro organizzare i turni lavorativi, stabilire la suddivisione degli uffici e le modalità di come il lavoro dev’essere svolto. 

Ci sono persone, però, che mal digeriscono queste modalità organizzative. Non per un capriccio. Non per antipatia personale. Non per fini egoistici. A volte, il collega di lavoro, non solo non collabora, ma approfitta della situazione per defilarsi, per diminuire di nascosto il suo reale impegno, oppure per denigrare il nostro operato. 

Immaginate di essere un Mediatore internazionale, una di quelle persone che vengono incaricate di trattare la cessione di pozzi petroliferi o di tratte aeree. La prima cosa che dovete assicurarvi di ottenere, è la piena condivisione e rispetto della vostra squadra. Se, chi è dalla vostra parte, vi contraddice, vi mette in ridicolo, cerca di smentire le vostre dotte affermazioni, siete in pericolo. Il vostro “potere” risulterà notevolmente diminuito e, la controparte, farà di tutto per approfittare della situazione favorevole. 

Sottovalutare questi comportamenti, è un grave errore. 

Può anche accadere che il collega si comporti in un modo più subdolo. Non collaborando attivamente allo svolgimento del lavoro, lascia ad altri di sopportare la fatica e lo stress, solo per mettersi in prima fila al momento della distribuzione delle medaglie. Anche questo è inaccettabile perché, mentre alla fine del lavoro noi saremo stravolti, lui potrà evidenziare il suo bell’aspetto, la sua camicia pulita, i lineamenti rilassati. Come corollario, non si assumerà nessuna responsabilità se, malauguratamente, l’attività non dovesse andare totalmente a buon fine. Lui non ha fatto niente. 

Altra cosa che va osservata, è quel comportamento ove il collega vi riempie di domande e vi tiene continuamente sotto esame. Quello che normalmente descriviamo con la frase idiomatica “avere il fiato sul collo”. Ci sono soggetti che non aspettano altro che poter sottolineare una qualche nostra imprecisione. Lo si capisce perché anticipano un evento interpretandolo come imperfetto o sbagliato quando, ad una analisi più attenta, non è presente ancora nessun errore. Questo significa che non stanno aspettando altro, che il loro stato emotivo trova giovamento nel vederci fallire, che non vogliono il nostro bene e si stanno continuamente confrontando con noi uscendone potenzialmente sconfitti. 

Quando si verificano situazioni di questo tipo, è facilissimo che i rapporti interpersonali finiranno rapidamente per degenerare. Perché chi lavora, difficilmente riesce a sopportare per lungo tempo certi comportamenti sistematicamente denigratori. 

Non bisogna cadere nell’errore di arrivare allo scontro. Perché l’altro negherà sempre tutto. Il suo è un comportamento scorretto, ma è anche perfettamente consapevole di cosa sta facendo e della necessità di nascondere la sua strategia subdola. Inoltre è difficile dimostrare che, ogni volta che noi abbiamo caldo e ci manca l’aria, l’altro chiude la finestra perché gli crea disturbo (allergie improvvise, non sopporta le correnti d’aria, sente freddo, vede la gente fuori e si distrae, sente cattivo odore, gli fa venire il mal di testa, entra rumore, …). 

Meglio lavorare da soli.


domenica 13 maggio 2018

Le persone di talento



Se analizzate bene il comportamento della personalità narcisistica perversa, troverete probabilmente un fattore ricorrente: il comportamento di questi soggetti non crea qualcosa di valore, di duraturo all’interno dell’organizzazione lavorativa, al contrario essi prosciugano le risorse delle strutture già esistenti solo per un loro tornaconto, sfruttando ogni situazione. 

Questa è un’informazione importante per poter analizzare le conflittualità negli ambienti di lavoro, quando le persone si accusano l’uno con l’altro ed è difficile prendere decisioni per calmare gli animi e rendere l’ambiente più produttivo. 

Il parassita lavorativo individua la figura che è in grado di farlo progredire nella carriera e, con una particolare forma di comunicazione, gli fa comprendere che dovrà ubbidire a tutte le sue ingiunzioni. La scelta non avviene, necessariamente, per la qualità del prodotto realizzato; ma può anche avvenire per la fornitura di informazioni. 

Quindi, se da un lato il narcisista sfrutta organizzazioni già esistenti per piegarle alla propria volontà ed alle proprie esigenze, altre personalità sono in grado di realizzare cose meravigliose dal nulla. 

Analizzando il reale comportamento è possibile individuare chi crea danni e chi crea valore, non le parole pronunciate, le enfatizzazioni, le presentazioni con effetti speciali. Anzi, al contrario, chi crea valore spesso deve fare un lavoro oscuro, superare difficoltà create ad arte contro di lui, affrontare delusioni e fallimenti anche quando è perfettamente consapevole di essere sulla giusta strada. 

Le persone di talento non le vedi in prima fila, e se le abbandoni in mezzo al deserto con una matita ed un foglio di carta, un mese dopo le ritrovi che hanno organizzato un villaggio turistico.


venerdì 20 aprile 2018

EU OSHA 2018 - 2019


L'obiettivo dell'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro (EU-OSHA) è di contribuire a rendere l'Europa un luogo più sicuro, salubre e produttivo in cui lavorare.

L'EU-OSHA promuove una cultura della prevenzione del rischio volta a migliorare le condizioni di lavoro.

L'Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro svolge attività di sensibilizzazione e di informazione sull'importanza della salute e della sicurezza dei lavoratori per la stabilità e la crescita in Europa, da un punto di vista sia sociale sia economico.

Quest’anno l’EU-OSHA ha indetto la Campagna "Salute e Sicurezza negli ambienti di lavoro in presenza di sostanze pericolose" ed ho deciso di parteciparvi divulgando alcuni post.

La campagna 2018–19 mira a sensibilizzare sui temi della gestione della sicurezza e salute sul lavoro (SSL) nel contesto dell'impiego di sostanze chimiche nocive.