giovedì 24 aprile 2014

Un vecchio modello – La Leadership autoritaria




Nella sala si abbassano lentamente le luci; il film inizia.


Siamo nell’anno 2026. Il telescopio spaziale Hubble II, che nel grande schermo è indicato con la sigla HST-II acronimo di Hubble Space Telescope, ha casualmente individuato un oggetto in orbita intorno Saturno. E’ una struttura fortemente anomala per essere un asteroide oppure una cometa, è di colore nero opaco; lunga circa 645 m ha sezione probabilmente quadrata di 198 x 198 m.

Il tempo viene fatto scorrere in avanti di circa 5 anni. L’inquadratura è puntata ora su una navetta spaziale simile allo Space Shuttle che è arrivata in prossimità del pianeta con gli anelli e sta inquadrando nei visori l’oggetto misterioso. La cosa appare “tecnologica”, non vi sono presenti né luci né strutture trasparenti, è completamente nera opaca ma è troppo simmetrica e ben squadrata per essere di origine naturale. Così vengono lanciati dei piccoli sensori che, due ore dopo, raggiungono la struttura e vi si agganciano. 

I primi dati che trasmettono confermano l’impressione visiva: si tratta di una lega di Titanio ed Alluminio, un involucro esterno avente una temperatura sostanzialmente omogenea misurata intorno ai 195,4 K ma che contiene, probabilmente, un’Astronave aliena. Si intravede un diverso profilo esaminando le spettro di emissione nella regione dell’infrarosso.

Viene immediatamente attivata una procedura di sicurezza che coinvolge l’intelligence. Alcune tra le persone più preparate della comunità sociale in tema di applicazioni tecnologiche, astrofisica, chimica, elettromagnetismo, vengono letteralmente prelevate di peso dalle proprie abitazioni e convocate in una grande sala (Situation Room). Una figura ben vestita informa i convenuti che siamo di fronte ad un cambiamento epocale: per la prima volta è stata scoperta una tecnologia extraterrestre ed il protocollo prevede il recupero della struttura per ricavarne quantomeno importanti progressi tecnologici se non militari.

E’ una situazione iniziale che abbiamo visto in modo ripetitivo in diversi film. Di fronte a qualcosa che non è in grado di analizzare, la figura di potere non solo convoca le persone autorevoli, ma le informa gentilmente degli eventi accaduti, ricerca la collaborazione, prova a creare fin da subito un gruppo affiatato, eterogeneo, con menti aperte, dotate di curiosità scientifica. Li mette a loro agio, fornisce loro le informazioni, le immagini, le misure realizzate, le specifiche dei sensori utilizzati, la strumentazione di cui hanno necessità per approfondire la conoscenza. In altre parole la futura leadership che ci viene mostrata, frantuma il vecchio modello autoritario, ancora oggi ampiamente diffuso, e ne crea uno completamente nuovo basato sulla relazione interpersonale positiva.

Il modello di leadership attualmente più diffuso è quello basato sull’autorità del potere. Il dirigente pubblico, il datore di lavoro, il leader politico o sociale impongono il loro volere, il loro personale modo di intendere l’organizzazione. Non sentono ragioni.

Non viene presa in alcuna considerazione la dimensione emotiva ed individuale dei collaboratori che, anzi, vengono considerati “risorse umane”, ovvero elementi commutabili da classificare secondo un rendimento standard o utilizzare a piacimento, poiché privi di una loro individualità umana. Questo modello è nato nella seconda metà del 1800, era il modello utilizzato dai capitani d’industria perché rispecchiava la loro immagine autoritaria, il loro modo di impartire ordini da una posizione di supremazia.

Il leader che si sta attualmente affermando è la persona che dirige sì grazie alle sue competenze, ma soprattutto impiegando al meglio le qualità relazionali, formando e sostenendo gruppi di persone motivate. Il nuovo leader allontana da se il ruolo legato al potere che gli è stato conferito o che detiene in base alla proprietà, collabora in prima persona alla realizzazione dei progetti, ascolta, coordina, valorizza i propri collaboratori dando loro anche margine per la sperimentazione, quindi all’errore. Crea un’armonia affidando incarichi in base alle capacità professionali. 

Per contro il leader autoritario ed ottuso, non sa né essere collaborativo né riesce ad intravedere gli sviluppi ed il futuro. Tipicamente non accetta nemmeno il dialogo sincero con i propri collaboratori, perché l’unica cosa che gli interessa realmente è il riflesso dell’immagine piacevole di se. I problemi, le difficoltà, gli errori, i ritardi ed i fallimenti vengono minimizzati se non ignorati. A volte la colpa viene scaricata su coloro che non possono difendersi. Ma così ci perde l’intera comunità.