domenica 20 novembre 2016

Lo psicopatico deve primeggiare



Andreas ed Emanuel lavorano per una grande azienda di costruzioni meccaniche. Andreas è il classico bravo ragazzo un po’ ingenuo, che vuole dare stabilità alla sua occupazione per poter chiedere un mutuo, acquistare una casa e metter su famiglia. Emanuel è uno psicopatico, che finge di essere un bravo ragazzo; e gli riesce molto bene.

Durante la costruzione di un grande edificio nel nord del Paese, sia ad Andreas sia ad Emanuel viene affidato il compito di assemblare una struttura in acciaio molto complessa. Si tratta di un appalto che l’azienda ha vinto investendo molte risorse, perché intende in futuro utilizzare l’opera architettonica come biglietto da visita. Una realizzazione che desterà meraviglia e che, si spera, porterà altro lavoro. La struttura si compone di due cupole in metallo e vetro, estremamente difficili da realizzare. La costruzione della prima cupola viene affidata alla squadra diretta da Andreas, la seconda va ad Emanuel.

Fin da subito Andreas propone ad Emanuel di collaborare nell’organizzazione del cantiere e nelle decisioni operative. Secondo Andreas è interesse di tutti che il lavoro venga ultimato secondo progetto, nei tempi e senza incidenti né spreco di risorse. Collaborare significa mettere da parte ambizioni personali, desiderio di primeggiare, di mostrarsi superiore. Collaborare significa anche avere rispetto per il lavoro dell’altro, dividere meriti e demeriti. 

Ma, mentre per Andreas è del tutto naturale condividere problematiche e decisioni, per Emanuel il discorso è totalmente diverso.

Infatti, per una personalità psicopatica, collaborare significa dover rinunciare ad esercitare pieni poteri, significa condividere il merito dei risultati, significa non essere al centro della zona illuminata dai riflettori, dell’interesse generale oppure, quantomeno, non essere soli. Ma c’è anche un altro aspetto che non sfugge alla sua considerazione: tale configurazione potrebbe portare anche dei vantaggi, basta fingere di accettare il rapporto collaborativo fino al momento opportuno per poi distruggere la reputazione del collega e raggiungere da soli la meta.

Così, nella mente di Emanuel, si fa strada l’intento manipolativo della situazione. Non entrerà in competizione con Andreas. Non proverà a dimostrare con correttezza e rispetto una superiore competenza, migliori capacità organizzative, una superiore capacità di amministrare e motivare il personale. Nulla di tutto questo. Anzi, lascerà che le qualità indiscusse di Andreas emergano, assecondando la sua idea di organizzazione, la sua competenza, le sue capacità di amministrare gli operai. Questo, però, con un profilo difensivo, un modo di fare che gli permetta all’occorrenza di scaricare sull’altro tutte le eventuali responsabilità di imprecisioni nella realizzazione.

Emanuel non ammette la responsabilità di errori. Emanuel vuole solo per se i meriti del lavoro svolto.

Così Andreas, durante l’esecuzione delle cupole, si illuderà di aver raggiunto una sorta di leadership per le sue indubbie qualità. In realtà Emanuel lo lascerà fare, rimanendo ad osservare da una posizione privilegiata, pronto a saltargli alla giugulare. 

Quali saranno le mosse successive è facile intuirlo. Nel momento in cui la costruzione si rivelerà quasi ultimata e rimarranno solo opere di rifinitura o, comunque, di semplice realizzazione, lo psicopatico troverà il modo di far ricadere una qualche colpa grave su Andreas, se necessario con falsità e trame assurde, finché il suo collega non diverrà inviso ai vertici aziendali, ed allontanato dal cantiere. 

Emanuel si prenderà il merito del lavoro portato a termine. Solo lui. E, probabilmente, Andreas troverà difficoltà non da poco per ottenere un’altra occupazione.

Di questo racconto c’è una possibile variante. Quella in cui Emanuel rifiuta apertamente la collaborazione, fin da subito. In questo caso si creeranno due attività, due squadre di lavoratori in competizione tra loro nel medesimo cantiere. Tipicamente Emanuel arriverà a percepire la sua inadeguatezza ma si adopererà per nasconderla, sabotando l’opera altrui in modo nascosto. Oppure, addirittura, sfruttando le tecnologie che il rivale si è procurato togliendole a lui. Senza il minimo ripensamento. Senza la minima esitazione.

In questo modo Andreas vedrà vanificarsi le energie psicofisiche impegnate nella sua attività, subirà danneggiamenti, guasti improbabili, furti, sparizioni. Emanuel sfrutterà le iniziative dell’altro per trarne vantaggio in un rapporto competitivo scorretto, un modo di relazionarsi e negoziare del tipo “io vinco – tu perdi”. Il tutto in un crescendo di violente aggressioni emotive.